.. chiude gli occhi e sogna... "La terra a volte è bellissima, pensa Acarus. Dietro l’arcobaleno, se fai bene attenzione, ce ne è un altro, è un fantastico arcobaleno doppio. Acarus si avvicina e sta per baciarla quando tutto diventa sempre più buio e non sa se l’ha toccata, se ha sognato di toccarla, se vale come bacio, se potrà ricordarselo, se la prossima volta dovrà cominciare tutto daccapo oppure no"
Da lì un flash...
Aveva capito, era russa!!!
Acarus aveva finalmente raggiunto una convinzione sul perché di alcune frasi disconnesse di Vetusta.
Cercò le verità su Emniflexpedia, alla parola "ronf ronf", il motore di ricerca interstellare diede come risultato: "lei russa".
A parte che pensava che fosse un po' più facile abbordare una terrestre, come aveva letto dai sacri testi del Nonno BonanimAcarus, insomma la faccenda si complicava. Bisognava imparare la lingua.
I suoi sensi erano però tutti incentrati su quegli occhi dolci... non aveva la forza... voleva solo ricordarla così... come la disegnava con le sue zampine che avevano imparato l'arte solo per renderla indelebile ai suoi occhi... così da trovarla vicina ad ogni risveglio.