Acarus Chiama Vetusta... mi sentite?... pianeta terra... riuscite a sentirmi... o magari a provare un leggero formicolìo al naso?
Acarus, tentò il contatto con Vetusta... ma la linea era troppo disturbata.
Alice d'altr'onde era impegnata con conigli e stranezze varie...
Il pianeta era sempre più invaso da ufi e BrionVega sembrava avesse sferrato l'attacco finale.
L'avvento dei materassi a molle, d'altr'onde, non poteva che rendere inospitale l'ambiente per la stirpe di BonanimAcarus, avo di Acarus, che rimpiangeva quei bei momenti passati nella lana di una volta.
L'attacco sembrava ben congegnato... e il fatto che Vetusta fosse più fredda del solito, sempre molto impegnata con gli ufi (cosa molto strana), fece rattristire il nostro eroe che, pur sempre vedendo il bicchiere mezzo pieno (l'altro mezzo se l'era scolato Alcol).. stentava a reagire.
La distanza non aiutava certo a colmare i vuoti che aveva nei suoi tre cuori... non poteva certo coccolare Vetusta col suo muco verde... e abbracciarla con i tentacoli superiori, quelli vicino ai turbinati superiori degli sfiati di areazione.
Sapeva che il fatto di non poter condividere la vita giornaliera, fatta di ricerca di scaglie di pelle e batuffoli di polvere avrebbe logorato il loro rapporto... per un animaletto che ha ventitre sensi e mezzo, poterne usare al massimo due, non era facile...
Cercò quindi di parlarne con Alcol:
Acarus: "Alcol... vorrei aprirmi un po' con te.."
Alcol: "Senti, ho appena mangiato... quella poltiglia verde mi dà il voltastomaco..."
Acarus: "Alcol, non aprirmi... in quel senso... Aprirmi i cuori"
Alcol: "Senti Acarus, possiamo fare tra 15 anni luce, che ho da fare ora?"
Acarus: "Ok amico mio... posso darti un consiglio? Smetti di bere!"
Alcol: "eeeehhhh?"
Acarus riprese l'astronave e, in controsterzo, si girò e si mise a guardare la terra.
La osservava e guardava impotente l'avanzata di BrionVega...
... più la osservava e più aveva Vetusta dentro...