Ogni periodo della nostra vita è scandita da problematiche più o meno siderali che ci creano questa opprimente ansia di sopravvivere.
Il bello è che poi, questi problemi di gravità assoluta ad un certo punto... spariscono...
Non ho ben capito se spariscono perché non c'e' più il rischio... se la bufala è scaduta (come la mozzarella... ha una sua validità...) oppure se è arrivato un bel camion di sabbia a sotterrare il tutto... perchè il consumismo è anche questo... notizie di tragedie vere e presunte nuove nuove... ogni periodo.
Il consumismo della comunicazione è molto più grave del consumismo legato al modo del tutto aleatorio di trovare sicurezza nel possedere oggetti che sono status symbol.
E' più grave soprattutto perchè le masse di persone che si muovono (tutti a destra oh oh... tutti a sinistra oh oh!!!) sono a dir poco preoccupanti.
Faceno i debiti scongiuri... se qualcuno si fa un giro in cantina... o se legge giornali magari conservati da 4 o 5 anni a questa parte... si accorgerà di come la nostra vita sia stata gestita, influenzata, guidata da proclami e informazioni di catastrofi naturali imminenti (ho trovato in cantina di un mio amico una maschera anti-gas frutto di una di questi flagelli scampati... bah!!!).
In una lista degna dei film più catastrofici, siamo andati dall'imminente eruzione del Vesuvio, alla SARS, all'Aviaria, all'era glaciale, al buco dell'ozono, al blocco dell'energia, alla fine della benzina, il collasso delle borse.
In questo periodo "va di moda" il caldo.
A partire dalla torrida estate del 2003, le previsioni del tempo, come esattamente l'indice Nikkei... sono parte integrante della nostra iniezione di "informazioni sullo stato dell'arte" quotidiana.

Quello delle previsioni è diventato un momento di assoluta importanza, dove tutti tirano fuori esperienze, ricordi... previsioni nefaste.
Tutte le nostre comunicazioni poi prendono il verso del "siamo all frutta".
Se con qualcuno parli di vacanze... già ti dicono che sarà un'estate di merda... chi dice calda... chi dice fredda...
A dire il vero l'anticiclone delle Azzorre, che quest'anno e' arrivato con circa 4-5 mesi di ritardo, è riuscito a mettere in secondo piano il problema del mio treno che arriva SEMPRE con mezz'ora di ritardo.
Il fatto che quest'inverno sia troppo caldo... ha messo in secondo piano che nel treno o in ufficio è SEMPRE troppo freddo... o troppo caldo.
Insomma... come sempre si parla bene e si razzola male.. Si vorrebbe una temperatura "giusta" per i 20 minuti che uno percorre per strada, ma si "sopporta" una temperatura di merda 3 ore in treno e 9 ore in ufficio.
Come sempre... vai a capire 'sti "umani"...
A presto, Rob